LE ASSOCIAZIONI

PRO LOCO

La Pro Loco di Mugnano è stata fondata nel 1972 da sei abitanti di Mugnano. Si legge nel suo statuto che lo scopo della Pro Mugnano (questo è il primo nome dell’associazione) è principalmente di riunire, tramite una campagna Soci, tutti coloro che avevano interesse verso lo sviluppo turistico del paese; quindi rendere più belle le piazze, le vie, i giardini, e far conoscere le bellezze naturali ed artistiche del nostro territorio, tramite feste, spettacoli, ed ogni manifestazione che potesse suscitare interesse. La Pro Loco è gestita da un Consiglio Direttivo, e opera attraverso incarichi assegnati a ogni singolo membro del Consiglio e con la formazione di Commissioni per ottimizzare le risorse umane.

Dal 1983, grazie all’artista mugnanese Benito Biselli, la Pro Loco promuove e segue la realizzazione dei Muri Dipinti, delle pitture murarie dipinte nei muri del borgo mugnanese.

La Pro Loco ha promosso diverse pubblicazioni sul paese, il territorio, la sua storia e le sue tradizioni, e di recente anche un giornalino bimestrale distribuito gratuitamente, Mugnano in…forma, sulla storia e la vita paesana.

Gli obiettivi della Pro Loco si sono ampliati da quando è stata fondata, ma rimangono sostanzialmente:

  • Riunire il maggior numero di paesani per organizzare, insieme alle altre Associazioni paesane, la grande festa In…contriamoci a Mugnano, un incontro gastronomico, accompagnato sempre da spazi culturali, mostre d’arte, botteghe di artigiani, musica etc.
  • Promuovere ogni anno la realizzazione di un nuovo muro dipinto da presentare e inaugurare per la festa; conservare e restaurare i vecchi dipinti.
  • Contribuire e collaborare con le Associazioni paesane
  • Sostenere anche finanziariamente progetti e interventi di pubblica utilità all’interno del paese.

Tutto il lavoro della Pro Loco è volontariato e gestito democraticamente. In assemblee pubbliche si discutono i progetti, si assegnano incarichi e responsabilità, si presenta il bilancio economico e si decide insieme come utilizzare per il bene del Pese gli eventuali utili.

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Tra le attività culturali più importanti che annovera la Pro-Loco Mugnano c’è sicuramente quella del Gruppo Teatrale “LA FRATENTE”, formatosi nel 1981 grazie alla volontà del pittore Benito Biselli e di alcuni amici della pro-loco stessa, tra i quali Piero Chiatti, che nel ricordo della “Filodrammatica”, attiva in paese dagli anni ’20 al periodo che ha preceduto la seconda guerra mondiale, decisero di provare a riproporre a livello amatoriale la splendida esperienza del teatro. E il desiderio di tutti era quello di coinvolgere un folto numero di paesani interessati alla proposta cercando di mantenere vivo l’interesse intorno al vernacolo perugino. Nacque così il gruppo che prese il suo nome da una delle porte di accesso al castello di Mugnano, dove la gente usava incontrarsi.

Il primo ostacolo da superare era rappresentato dal ruolo del regista che venne individuato nella persona di Paolo Andreani, il quale annoverava già una notevole esperienza in materia e che ebbe la pazienza e la disponibilità necessarie per organizzare un “casting” preliminare, al quale presero parte numerosi mugnanesi e che strinse subito il cerchio intorno ai soggetti ritenuti più predisposti al ruolo di attore cui venivano chiamati; questa selezione lasciò comunque aperte le porte a quanti vollero integrarsi nel gruppo assolvendo ai compiti tecnici che ruotano intorno a questa attività, dagli scenografi ai tecnici luce e audio, dai costumisti ai truccatori, dai collaboratori di scena agli organizzatori più in generale e che sono da considerare come una vera ricchezza. L’entusiasmo salì subito alle stelle grazie al sorprendente successo di pubblico che ebbe la presentazione dei due primi atti unici, ma anche grazie alla consapevolezza che questa attività rappresentava un interessante e piacevolissimo momento di socializzazione e di divertimento. I primi anni di attività videro il gruppo impegnato in allestimenti di testi che spaziavano dai nostri autori contemporanei umbri ai più classici autori francesi e gli spettacoli furono subito richiesti in numerose feste di piazza e negli studi televisivi della più seguita emittente locale del periodo.

Nel 1983, con grande coraggio, “La Fratente” decise di provare ad allestire una commedia musicale che richiese mesi e mesi di prove e registrazioni, un grande impegno ripagato da un grande successo per uno spettacolo che venne replicato per un lungo periodo in moltissime località dell’Umbria e anche fuori regione. L’anno successivo motivi indipendenti dalla volontà del gruppo portarono il regista a lasciare il suo incarico e i nostri si trovarono così costretti a sperimentare una sorta di regia autogestita, forti dell’esperienza fino ad allora acquisita che proseguì per altri due anni. Ma era evidente che il livello raggiunto da “La Fratente” era ritenuto da tutti molto buono, a tal punto che suscitò l’interesse di uno dei personaggi più rinomati ed amati nel panorama teatrale di Perugia e non solo; nacque così il sodalizio artistico con Fausta Bennati che divenne la nuova regista e fu, questo evento, una grande iniezione di fiducia per il futuro e di autostima per ogni suo singolo componente. Il talento di Fausta Bennati fece crescere notevolmente tutti ed avviò un periodo intenso e ricco di soddisfazioni, tra le quali piace ricordare l’aver messo in scena due commedie scritte dalla stessa Bennati e l’aver partecipato in rappresentanza dell’Umbria al Concorso di Teatro Dialettale Premio “Il Giogo” di Montagnano di Arezzo, vincendo il primo premio per lo spettacolo più apprezzato dal pubblico e il primo premio per l’attore e l’attrice caratterista; sono gli anni delle Rassegne Teatrali che portano a Mugnano gli amici delle altre compagnie umbre. La collaborazione con Fausta Bennati si concluse nel 2000 per motivi di forza maggiore ma forte ed affettuoso è rimasto fino ad oggi il legame con questa artista che “La Fratente” ha avuto l’onore e il piacere di incontrare nel corso del suo cammino.

Gli anni successivi furono contraddistinti dal nuovo entusiasmo creato dall’ingresso nel gruppo di un cospicuo numero di ragazze e ragazzi desiderosi di provare una simile esperienza, coinvolti nel ritorno al musical con due allestimenti molto famosi e un adattamento di un genere non ancora esplorato che hanno gettato le basi per il futuro del gruppo e hanno creato nuovi stimoli per tutti, chiamando alla regia due attori quali Anna Maria Gosti e Aldo Brozzi. Dopo una pausa di riflessione il gruppo decide di programmare la sua attività dividendola essenzialmente in due percorsi alternativi, uno destinato al coinvolgimento degli attori adulti con l’allestimento di alcuni testi moderni liberamente riadattati che vedono il ritorno sul palco degli attori dei primi anni di attività contemporaneamente al debutto di altri; l’altro percorso è destinato, invece, alla crescita degli attori giovani con l’inizio di un laboratorio dedicato sia alla recitazione che alla gestualità corporea diretto da Sabrina Seconi che fa scoprire ai nostri ragazzi la particolarità ed il dinamismo della sperimentazione teatrale; si torna così nelle piazze per feste di paese e a partecipare a rassegne regionali dando visibilità ad entrambi i progetti. Conclusasi questa fase il gruppo si dedica anche a preparare un recital di poesie dedicate ai luoghi e alle tradizioni di Mugnano mentre si fa strada un nuovo laboratorio diretto da Valter Corelli al cui termine entra nel gruppo il nuovo regista Gianni Dentini con il quale si allestiscono una nuova commedia resa interessante dalla tematica trattata e dall’utilizzo di dialetti di diverse regioni d’Italia, tre nuovi recital di poesie dedicati il primo alla gastronomia e all’amore, il secondo alle vittime del terremoto del Giappone ed il terzo ai testi ed alle musiche del Risorgimento Italiano. L’ultima opera portata in scena apre alla sperimentazione del “teatro nel teatro” e al teatro dell’assurdo.

Nel 2013 “La Fratente” decide di avvalersi della collaborazione alla regia di Valter Corelli con il quale mette in scena una commedia brillante dal titolo “Non aprire quell’armadio!” di Corrado Petrucco che chiama attori e tecnici ad un impegno particolare per la complessità dei vari aspetti teatrali imposti dal testo e per la varietà di sfaccettature che l’interpretazione dei suoi personaggi richiede. I componenti di questo gruppo si sentono partecipi di un’attività che rappresenta una bella espressione culturale di Mugnano nella quale sono stati coinvolti anche molti giovani; la consapevolezza di godere del sostegno, della stima e dell’affetto del proprio pubblico fornirà sicuramente l’energia per continuare ancora a lungo questa magica esperienza.

L’Associazione Filarmonica “Caduti per la patria” di Mugnano, nasce nel 1924 per volontà di un gruppo di ex combattenti, artigiani appassionati di musica. Fra i direttori si ricorda Mariano Bartolucci, autore della marcia “Mugnano”. Nel ’55 la prima crisi e più tardi lo scioglimento. La ricostituzione della banda riesce nel 1969, merito di alcuni fra i primi fondatori, guidati dal Maestro Franco Arcioni e dal Presidente Mario Valentini. Negli anni settanta, fra le varie attività, indimenticabili rimangono le varie rassegne-concorso delle bande musicali a Mugnano, organizzate dalla stessa filarmonica.

Negli anni ottanta, la banda continua a svolgere una dignitosa attività in paese e nelle frazioni vicine, partecipando alle rassegne musicali e ai riti religiosi, ma è  anni novanta che la Società Filarmonica vive una ventata di primavera, grazie al suo attento Presidente Eusebio Mencaroni e all’entusiasta Maestro Paolo Cincini, che riorganizzano una Scuola di musica sostenuta da tutti i paesani. Nel 1997 inizia la collaborazione con la società di Mutuo Soccorso Reduci Garibaldini di Perugia e la banda tiene concerti nei luoghi garibaldini (Caprera, Velletri, Sala Consilina, Marsala, Salemi, Palermo, Sambuca di Sicilia, Montone, Perugia), conquistando nel 2004 il riconoscimento ufficiale di Banda Nazionale Garibaldina direttamente per mano di Giuseppe Garibaldi, pronipote dell’Eroe dei due mondi. Nel 2000 la Filarmonica ha la sua prima vera sede. Nel 2002 è eletta Presidente Marilena Menicucci, che ha stimolato la banda a confrontarsi con realtà vicine e lontane: udienze dal Papa, scambi culturali con la Filarmonica di Orzano del Friuli, col Conservatorio del X Distretto di Budapest e con la Scuola di musica Camerano di Roma, concerti a Mugnano della Banda Centrale della Marina Militare Italiana, della Fanfara dell’Aeronautica Italiana e della Banda dell’Esercito Italiano.

Nel 2007 si festeggia il rinnovo della sede, più adatta ad ospitare le prove settimanali e i diversi corsi di musica degli allievi della scuola, diventata oggi il fiore all’occhiello della banda grazie ai campus che ormai da tre anni si svolgono presso l’Isola Polvese con i Maestri Lorenzo Pusceddu e Filippo Ledda, e grazie alle tante attività stimolanti delle quali gli allievi sono protagonisti. Attualmente il testimone della presidenza è in mano a Anna Maria Gissi, succeduta a Sergio Bigi, altra pietra miliare della banda non solo in veste di guida, ma anche come musicante, mentre direttore è il Maestro Francesco Verzieri. L’Associazione è stata negli ultimi anni organizzatrice di un nuovo Concorso Nazionale di Composizione per Banda, per promuovere la composizione di musiche originali con temi specifici e vicini alla banda di Mugnano: nello specifico Garibaldi e l’Unità d’Italia nel 2011 e la Figura dei santi umbri San Benedetto e San Francesco nell’ultima edizione del 2014.

PRESIDENTE Anna Maria Gissi – Tel. 3388096282

MAESTRO Francesco Verzieri

ASD MOTOCLUB MUGNANO

Via della Costanza, 39 – 06132 MUGNANO (PG)
Info: 349.8884475 – 338.6009738
mail: mugnano@motoclubfmi.it

Website: www.motoclubmugnano.com

A.S.D. Mugnano Calcio – Associazione Sportivo Dilettantistica

Tra le sue attività più importanti, attraverso la sua squadra di calcio milita nel campionato di Prima categoria. Impegno, passione e dedizione nello sport e nel coinvolgimento delle giovani generazioni.

Il 19 giugno 2005 è stata inaugurata la nuova sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso alla presenza di numerose Autorità Istituzionali.
A Mugnano fin dal 1892 esisteva una Società di Mutuo Soccorso che nel 1911 si trasformò in Società Operaia di Mutuo Soccorso e che aveva come fine il sostegno delle famiglie più bisognose del paese.

Nel 1919/20 i soci decisero di costruirsi una sede: a tale scopo venne impiegato il 10% delle entrate e si realizzò la prima parte della struttura, “la palazzina”, che era un vero e proprio dopolavoro, un luogo dove i fabbri, i ciabattini, i ciociari, i falegnami presenti a Mugnano passavano le loro serate insieme ad operai e contadini. E’ da qui che presero il via le prime associazioni paesane quali la Filodrammatica, la Società Filarmonica e la Società Sportiva Turrita.

Dopo la II guerra mondiale la S.O.M.S. perse il suo compito primario di assistenza e si trasformò in un organismo di promozione delle attività culturali e ricreative dei soci.

La gestione dei locali passò prima al CRAL ENAL e poi all’ENDAS, che ancora gestisce il circolo “dopolavoro”. E grazie ad un primo ampliamento della sede fu possibile fare della sala un punto di ritrovo e divertimento, non solo per Mugnano, ma per tutti i paesi vicini: fu realizzato un nuovo palcoscenico ed una nuova cabina per la macchina del cinema.
Nel 1970 ci fu una nuova trasformazione dei locali che fu realizzata grazie ai proventi che vennero dalle numerose serate da ballo organizzate. Poi, con l’avvento delle moderne discoteche, si smise di organizzare serate da ballo e la sala è stata utilizzata solo per ospitare le varie manifestazioni organizzate dalle varie Associazioni, fino a che è stata indispensabile una nuova e drastica sistemazione terminata appunto nel 2005.

Ora questo nuovo spazio permetterà a tutte le società presenti a Mugnano ed a tutti mugnanesi di avere un luogo dove svolgere le proprie attività, dove incontrarsi, discutere: è possibile, infatti, farvi rappresentazioni teatrali, dibattiti, concerti, cene e feste sociali.

In un certo senso noi mugnanesi del 2000 ci sentiamo eredi e continuatori degli ideali che avevano i nostri nonni e zii un secolo fa, quando mossero la prima pietra della “palazzina”.

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